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IL COMPLESSO DI CENERENTOLA

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clicca sull'immagine per vedere il nostro post su instagram Rubrica: IL RUOLO DELLA PSICOLOGIA Perché il complesso di Cenerentola, così definito per la prima volta dalla ricercatrice Colette Dowling, può avere a che fare con la dipendenza affettiva? La Dowling scrisse “Il complesso di Cenerentola: la segreta paura delle donne di essere indipendenti.” riferendosi a quelle donne che, forse per l’educazione ricevuta, per i dogmi sociali o religiosi, desiderano inconsciamente di trovare un uomo che le salvi, che le faccia sentire protette, che si prenda cura di loro, in poche parole qualcuno che rispecchi il cosiddetto Principe azzurro. Ecco perchè il libro prende il nome del personaggio della fiaba di Cenerentola, che seppur bella e capace è rinchiusa in una vita triste, costretta a delle mansioni casalinghe in cui l’unica via d’uscita pare essere l’arrivo di qualcuno dall’esterno. E’ come se la fiaba creasse un po’ quell’illusione che prima o poi possa arrivare qualcu...

LE RELAZIONI DI ATTACCAMENTO IN ETA' ADULTA

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: APPROFONDIMENTI e/o CURIOSITA' In linea con il pensiero di Bolwby (1973), ossia che i modelli operativi interni differiscono in termini di immagine di sé e degli altri, la ricerca sull'attaccamento è stata estesa a relazioni di coppia grazie a Bartholomew (Bartholomew e Horowitz, 1991) che elaborò un modello di attaccamento per adulti. Il suo studio parte dall’analisi dell’effetto che ha l’immagine interna (di se e degli altri) di ciascun individuo sulle rappresentazioni di attaccamento. Le persone hanno modelli rappresentazionali diversi di se stessi (modelli del sé) e del loro mondo sociale (modello degli altri). A partire da questo, Bartholomew considerò le quattro categorie derivanti dalla combinazione logica dei due livelli di immagine di sé (positiva/negativa) con i due livelli di immagine degli altri (positiva/negativa). Quindi intrecciando questi due tipi di rappresentazione...

DAL FILM CRIMINI E MISFATTI

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clicca sull'immagine per vedere la scena del film sul nostro profilo instagram Rubrica: IL RUOLO DELLA PSICOLOGIA Come detto nell’articolo precedente John Bolwby definì la teoria dell’attaccamento definendo questo termine come una predisposizione propria del soggetto, una tendenza che è biologica e innata a ricercare la figura genitoriale.  Ma quindi se parliamo di stili di attaccamento nel periodo dell’infanzia, come è possibile che influenzino le nostre relazioni da adulti?  Ognuno dei diversi stili di attaccamento determina le rappresentazioni che il bambino ha di sé, degli altri e di sé con gli altri. Queste rappresentazioni, che Bowlby chiama Modelli Operativi Interni (MOI), non rispecchiano fedelmente la realtà, ma sono strutture mentali create dall’individuo attraverso cui configura i fenomeni del mondo a livello spazio-temporale e causale, che possono anche essere modificate; proprio per questo, i termini “Modello” e “Operativo” evidenziano la possi...

AMIAMO COME SIAMO STATI AMATI

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clicca sull'immagine per vedere il nostro profilo instagram! Rubrica: PSICOLOGIA QUOTIDIANA Si dice che i figli trovino delle fidanzate con caratteristiche simili a quelle delle loro madri, e che le figlie vogliano trovarlo invece come il padre. Ma perchè questo avviene?  Può il rapporto vissuto con i genitori durante l’infanzia, condizionare il modo in cui vivremo l’amore da adulti?  Tra gli anni 60-80 John Bowlby, psicoanalista britannico, studiando il comportamento infantile in relazione al legame che si crea con le figure di riferimento, elaborò la teoria dell'attaccamento, definendo quest'ultimo come una predisposizione biologica, innata ed evoluzionistica a ricercare la vicinanza fisica del genitore per riceverne cura e protezione.  Soprattutto nei primi anni di vita ognuno di noi vive un modello di attaccamento specifico condizionato da diversi fattori, primo fra tutti la risposta materna ai bisogni del bambino.  Ciò significa che a partire...