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ANATOMIA DEL CAMBIAMENTO "il caso di Phineas Gage"

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: APPROFONDIMENTI e/o CURIOSITA' Può un trauma o una lesione cerebrale, cambiare la nostra personalità? Stando alla storia di Phineas Gage sì! Non vi resta che continuare a leggere! A proposito di cambiamento, questo articolo sarà dedicato all’aspetto neurologico , e per parlare al meglio di come un agente esterno, come un trauma, una lesione cerebrale possano modificare il nostro comportamento, il nostro carattere, non potevamo non parlarvi del caso di Phineas Gage. Nella prima metà del XIX secolo, avvenne un episodio tanto bizzarro quanto fondamentale per diversi studi di neurologia, che interessò i più grandi psicologi del tempo. La vicenda brevemente si svolse così. Un uomo, Phineas Gage, operaio in una ferrovia nel Vermont, fu coinvolto in un’esplosione che fece saltare in aria la sbarra con cui stava lavorando la quale gli perforò la guancia sinistra trapassandogli il cranio. Phi...

E SE CAMBIASSI PROSPETTIVA?

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clicca sull'immagine per vedere il nostro post su instagram Rubrica: IL RUOLO DELLA PSICOLOGIA Guardando questo video che mostra quanto un semplice “cambiamento di prospettiva” possa modificare la nostra percezione delle cose, abbiamo pensato, quando un cambiamento di prospettiva può essere “salvifico”? Capita spesso che la vita ci metta in ginocchio, che richieda una forza che non pensiamo di poter avere e che a volte ci costringa a fare un passo indietro, e quando succede, non ci rendiamo conto che in realtà fare un passo indietro non significa che siamo perdenti, che in relazione agli altri noi non siamo capaci di fronteggiare certe situazioni; significa che magari quel passo indietro ci permette di guardare da un’altra prospettiva. Ecco, studiando, avendo la possibilità di conoscere figure importanti nell’ambito della psicologia, una cosa ci rimase in mente tra le tante, che quando vediamo una stessa situazione sempre con uno sguardo, e la maggior parte delle vol...

LE FASI EMOTIVE DEL CAMBIAMENTO

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: PSICOLOGIA QUOTIDIANA Nelle scorse settimane abbiamo parlato tanto di amare se stessi, di valorizzare le proprie risorse e di accettare anche i propri limiti. Alla base dell’amor proprio vi è una sana e matura accettazione, ciò significa che è sicuramente giusto provare compassione per noi senza giudicarsi troppo, ma allo stesso tempo è importante ammettere i propri limiti, e lì dove possibile tentare di migliorarsi, scegliendo quindi di cambiare. Non esiste alcuna crescita personale che non parta da un cambiamento, eppure cambiare è una delle cose che risulta più faticosa da mettere in atto per ciascun individuo, in quanto nessuno nel corso della vita ci insegna a farlo, è un percorso che viene scoperto, analizzato e sviluppato dall’individuo nello stesso tempo in cui lo realizza. Il primo passo che l’individuo compie per iniziare a percorrere le fasi del cambiamento, è assumersi la responsabili...

PRIGIONIERI DEL PROPRIO CORPO

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: APPROFONDIMENTI e/o CURIOSITA' Questa settimana abbiamo parlato tanto di quanto sia difficile accettare sé stessi e di quando possa essere lungo questo percorso. Dato che abbiamo legato il problema dell’accettazione all’omosessualità, ci siamo chiesti : e se una persona non riuscisse ad accettarsi perché non crede che la sua identità fisica rispecchi la sua identità di genere? La psicologia descrive una patologia, ad oggi definita disforia di genere, che risponde perfettamente alla domanda che ci siamo posti. La diagnosi di disforia di genere viene eseguita a soggetti che mostrano una evidente sofferenza per la discrepanza che esiste tra il genere che gli è stato assegnato alla nascita e la loro identità di genere di cui hanno fatto esperienza e alla quale pensano di appartenere; in parole povere fa riferimento al disagio e all’insoddisfazione provata nei confronti del proprio sesso biologico....

IL RUOLO DELLO PSICOLOGO NELLA SERIE TV "SKAM ITALIA"

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: IL RUOLO DELLA PSICOLOGIA Oggi abbiamo deciso di mostrarvi un frammento di un episodio di una serie italiana, remake di Skam, telefilm norvegese ambientato tra i banchi di un liceo. Perché ci ha colpito proprio questa parte? Perchè il protagonista della seconda stagione, Martino, affronta un cambiamento molto importante, comincia a provare in modo sempre più evidente, delle forti emozioni nei confronti di un ragazzo, che inizialmente tenta di nascondere a tutti, persino a se stesso. Come abbiamo già detto nell’articolo precedente, quando si sentono certi moti interni, non è sempre facile classificarli, anche quando si raggiunge una certa consapevolezza, non è così facile accettarli. Martino ci prova, riflette, cerca continuamente delle risposte tanto che ad un certo punto decide di andare dallo psicologo del liceo. Il telefilm a nostro avviso vanta diversi meriti, a partire da quello di scegl...

OMOSESSUALITA': tra omofobia interiorizzata e accettazione

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: PSICOLOGIA QUOTIDIANA L’omosessualità ha attraversato, nel corso del tempo, un percorso tormentato e faticoso sempre in guerra per cercare di normalizzare comportamenti, passioni, amori diversi da quelli che la cultura e un po’ la religione prevedevano. La comunità omosessuale ha raggiunto tanti traguardi concreti, ma gli obiettivi più difficili da raggiungere sono quelli che riguardano la mente degli individui, i loro pensieri che misti ai dogmi che seguono, formano pregiudizi che diventano macigni insopportabili per chi li subisce. E così diventa difficile accettarsi, soprattutto quando si parla di omosessualità  perché si è soliti considerarla come qualcosa che dipende dal giudizio altrui, che non significa che non sia corretto, ma sarebbe più opportuno considerare l’accettazione a partire da una valutazione personale e soggettiva. Il processo più faticoso, ancor prima di essere accettati dag...

IL COMPLESSO DI CENERENTOLA

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clicca sull'immagine per vedere il nostro post su instagram Rubrica: IL RUOLO DELLA PSICOLOGIA Perché il complesso di Cenerentola, così definito per la prima volta dalla ricercatrice Colette Dowling, può avere a che fare con la dipendenza affettiva? La Dowling scrisse “Il complesso di Cenerentola: la segreta paura delle donne di essere indipendenti.” riferendosi a quelle donne che, forse per l’educazione ricevuta, per i dogmi sociali o religiosi, desiderano inconsciamente di trovare un uomo che le salvi, che le faccia sentire protette, che si prenda cura di loro, in poche parole qualcuno che rispecchi il cosiddetto Principe azzurro. Ecco perchè il libro prende il nome del personaggio della fiaba di Cenerentola, che seppur bella e capace è rinchiusa in una vita triste, costretta a delle mansioni casalinghe in cui l’unica via d’uscita pare essere l’arrivo di qualcuno dall’esterno. E’ come se la fiaba creasse un po’ quell’illusione che prima o poi possa arrivare qualcu...

LA DIPENDENZA AFFETTIVA

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clicca sull'immagine per leggere il nostro post su instagram Rubrica: PSICOLOGIA QUOTIDIANA La dipendenza affettiva o co-dipendenza è una patologia molto diffusa, e allo stesso tempo poco riconosciuta, certamente da chi ne è affetto, ma anche da chi invece lo circonda. Il problema della dipendenza affettiva è stato affrontato per la prima volta in ambito psicanalitico: nel 1945 grazie a Otto Fenichel nel suo Trattato di “Psicanalisi delle Nevrosi e Psicosi”, dove introduce il termine “amore dipendenti” per indicare persone che necessitano dell’amore come altri necessitano del cibo o della droga. La dipendenza affettiva ad oggi è classificata all’interno del DSM nelle “nuove dipendenze” insieme al gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo e la cosiddetta “new technologies addiction”. Spesso quando si sente parlare di dipendenza affettiva si lega ad una problematica relativa all’amore all’interno di una coppia, ma non è sempre così, in realtà è una patologia che può assumere...

SCALA DELL'AUTOSTIMA DI MORRIS ROSENBERG

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clicca sull'immagine per vedere il nostro post su instagram Rubrica: APPROFONDIMENTI e/o CURIOSITA' Abbiamo già detto che l’autostima è parte integrante di quello che si definisce amor proprio, include oltre che il giudizio personale di sé, anche quello che gli altri hanno di noi, di conseguenza può oscillare da uno stato di benessere totale ad uno di malessere, provocando nella peggiore delle ipotesi degli stati depressivi, per questo è importante valutarla e prendersene cura. In psicologia, uno degli strumenti ideati per valutare il pensiero che l’individuo ha del proprio sé e del sé in relazione agli altri è la scala dell’autostima di Morris Rosenberg. L’obiettivo di partenza che ha portato alla realizzazione di questa scala è fondamentalmente quello di determinare e valutare quali possono essere gli aspetti che influenzano il comportamento, i pensieri e le emozioni degli individui. Chiaramente la scala non sostituisce il parere di un professionista esperto ma...